Indirizzare il suono in una precisa direzione? Ora è possibile! Nuova tecnologia propaga il suono a "torcia".

La newyorkese Alison Wilson stava camminando lungo la Prince Street la scorsa settimana quando ha udito una voce femminile che sussurrava al suo orecchio chiedendo:” Who’s there? Who’s there?”. Alison si è girata intorno non trovando però nessuno nelle immediate vicinanze. La voce allora le ha sussurrato:”Non è la tua immaginazione.”

New York, nuova tecnologia utilizzata per pubblicizzare il paranormale!

Questo il risultato di una sorprendente tecnologia che sta facendo impazzire tutti i newyorkesi.
questa nuova tecnologia ideale per le biblioteche e per i musei consiste nell’indirizzare un suono direttamente alla persona con cui si vuole parlare o a cui questo suono si vuole far sentire.

L’innovazione di questa tecnologia sta nella propagazione del suono, solitamente il suono si propaga attraverso onde secondo una direzione radiale uscente, ciò significa che ogni suono si propaga in eguale misura nell’aria in tutte le direzioni.

Lo strumento inventato da Joe Pompei, presidente fondatore della Holosonics, permette di indirizzare un suono in una precisa direzione, in una maniera simile a quella di una torcia

Chi ha utilizzato questo strumento afferma che sembra quasi che il suono provenga dalla propria testa,quasi come se si fosse impazziti, ma tutti quanti hanno riconosciuto la straordinaria importanza di questo strumento.

In futuro infatti sarà possibile utilizzare questa tecnologia per chi voglia rivolgersi ad una determinata persona senza che le altre la sentano, per esempio in posti e luoghi molto affollati; il suono prodotto da questo strumento infatti si propaga a centinaia di metri di distanza.

Alcune applicazioni in questa tecnologia sono già state utilizzate in campo pubblicitario, a New York e a Los Angeles.

Se cercate maggiori informazioni su questa nuova tecnologia visitate questo link (inglese).

Qua sotto potete trovare un video dimostrativo.

Nella categoria: scienze e scoperte

 

Inventata la macchina che trasforma la spazzatura in petrolio e gas.

Il signor Frank Pringle ha trovato il modo per riuscire a ottenere olio e gas dal nulla. Tutto ciò che entra all’interno della macchina da riciclaggio del signor Pringle (un pezzo di carta, una bottiglia di plastica, una pietra) viene trasformata in olio e gas naturale pochi secondi dopo.

La macchina emette delle microonde che estraggono il petrolio e il gas nascosto all’interno degli oggetti che noi utilizziamo ogni giorno.

Ogni ora, la prima versione commerciale di questa macchina, trasformerà 10 t di rifiuti in una quantità naturale di gas sufficiente per produrre 17 milioni di energia BTU, di cui 956.000 di questi verranno utilizzati dalla macchina stessa.

Il primo ordine è attualmente in costruzione a Rockford, Illinois. E’ una macchina a microonde da 5.1 milioni di dollari delle dimensioni di un piccolo autobus ed è chiamata Hawk.

Nella categoria: scienze e scoperte

 

Fluidi Non-Newtoniani, contro la forza di gravità!

Avete mai sentito parlare di Fluidi Non-Newtoniani?
I Fluidi Non-Newtoniani sono scientificamente definiti come:

Fluidi la cui viscosità varia a seconda della velocità con cui la si misura

In poche parole, quei fluidi che a seconda della velocità e della forza con la quale li si tocca, cambiano di consistenza. Se toccati con delicatezza infatti si comporteranno come dei comunissimi fluidi (Es. Acqua) se invece proverete a toccarli con forza, questi opporranno una certa resistenza, diventando quasi solidi.

Proprio grazie a questa caratteristica, questi fluidi riescono a sfidare qualsiasi forza anche quella gravitazionale e per questo vengono definiti Non-Newtoniani.

Tutto questo discorso per presentarvi l’uso decisamente divertente che queste persone fanno di uno di questi fluidi.


Piscina riempita con un fluido Non-Newtoniano

Ho inoltre scoperto che prepararsi un fluido non-netoniano è semplicissimo, basta un pò d’acqua e dell’amido di granturco.

Nella categoria: scienze e scoperte

 

HeLa, la specie immortale


Quando le cellule del corpo umano vengono rimosse e poste in vitro, queste si affievoliscono e muoiono molto rapidamente.

Infatti, le cellule private del supporto del sistema cardiaco, circolatorio e digestivo, non sono in grado di sopravvivere.

Esiste tuttavia, un essere umano che è biologicamente immortale e il suo nome è Henrietta Lacks. Nel 1951 le fu diagnosticato un cancro cervicale.

George Gey, capo ricercatore per la riproduzione di tessuti artificiali a Hopkins, ha ottenuto un lembo di tessuto tumorale e ha scoperto che le cellule di Henrichetta no nsolo sopravvivevano, ma addirittura si moltiplicavano al di fuori del suo corpo senza invecchiare. In poche parole queste cellule erano immortali.

E sono tuttora vive, nonostante Henrietta sia morta di cancro il 4 Ottobre 1951.

Attualmente le cellule soprannominate HeLa dal nome della donna, sono di uso comune nel campo della ricerca biologica e sono tuttora riprodotte con un processo ininterrotto che trae origine dalle cellule raccolte nel 1951 da Lacks.

Nel 1991 la comunità scientifica ha deciso di classificare le cellule HeLa, in quanto diverse dalle cellule umane, come una specie che è stata chiamata Helacyton gartleri.

Insomma esiste un essere vivente immortale!

Nella categoria: medicina, scienze e scoperte

 

Acqua di mare che…brucia! Sensazionale Scoperta.


La ricerca scientifica basa la propria efficienza su dati dimostrabili, centinaia di prove ripetibili e spesso anni di dura ricerca. Ma, come in tutte le cose umane, talvolta un pizzico di fortuna e un’intuizione geniale possono facilitare il duro lavoro del ricercatore.
John Kanzius ha dedicato tutta la sua vita allo studio della radioterapia per la cura dei tumori finché, qualche giorno fa, non ha compiuto per caso una piccola scoperta che potrebbe cambiare il mondo.

Intento a perfezionare un nuovo dispositivo per la radioterapia, Kanzius ha provato a desalinizzare dell’acqua di mare con un generatore di radio-frequenze utilizzate per la cura del cancro. Intenzionato a dividere i sali dall’acqua, così da uccidere le cellule cancerogene senza colpire quelle sane, il ricercatore è rimasto sbalordito dall’esito del suo esperimento. Le radio-frequenze hanno, infatti, letteralmente incendiato l’acqua a tal punto da produrre una fiammata di oltre 1.700°C.
La scoperta ha immediatamente fatto scalpore in ambiente accademico destando non poco scetticismo tra molti scienziati. Determinato a dimostrare la validità dell’incredibile scoperta, Kanzius ha ripetuto l’esperimento con il chimico Rustum Roy (Penn State University) in alcuni laboratori di chimica davanti a numerosi testimoni. Ma come funziona questo accendino per acqua di mare? Il segreto risiede nella capacità delle onde radio di rompere i legami molecolari (immaginate le molecole come piccoli polpi in grado di abbracciarsi e unirsi grazie ai loro tentacoli), che porta alla divisione tra gli atomi di ossigeno e quelli di idrogeno e alla conseguente combustione. Per Rustum Roy quella di Kanzius è “una delle scoperte più fenomenali nel campo dell’acqua degli ultimi cento anni. L’acqua è ovunque, e la possibilità di bruciarla può aprire infinite possibilità di utilizzo”.
Determinato a proseguire le ricerche, il prof. Roy incontrerà alcuni rappresentanti del ministero dell’Energia e della Difesa statunitensi per ottenere finanziamenti per le sue ricerche derivate dalla scoperta di Kanzius.


Burning Water

Rustum Roy intende scoprire se le elevate temperature raggiunte nella fase di combustione dell’acqua potrebbero essere impiegate per mettere in moto il motore di un’automobile o di un mezzo pesante.
La scoperta di questi giorni potrebbe rivoluzionare la ricerca nel campo dei combustibili puliti. Occorrerà però molto tempo per capire le reali potenzialità “dell’acqua che brucia”, ma almeno oggi il motore ad acqua sembra un po’ più vicino.
Recentemente John Kanzius ha affermato: “Since it appears we now have now achieved more than unity, I am going to do an embargo on releasing all further information…” alludendo alla possibilità di aver raggiunto l’efficienza del processo maggiore di 1. La notizia ha fatto molto scalpore in ambiente scientifico, aumentando il mistero intorno a questa scoperta. Lo stesso Kanzius ha poi affermato di non voler lasciare più dichiarazioni, probabilmente nell’attesa di qualche brevetto…

(Fonte Blogalileo.com)

Nella categoria: scienze e scoperte

 

Natalia, l’auto che cambia colore in base al clima

Natalia è l’auto più costosa ed incredibile del mondo. Prodotta dall’azienda californiana DiMora Motorcar è in grado di cambiare colore in base alle condizioni climatiche del momento. Il mezzo, estremamente innovativo e sportivo, è caratterizzato da un motore 14mila di cilindrata, 1200 cavalli di potenza e da un prezzo non certo popolare pari a circa 2 milioni di dollari ed è prodotta esclusivamente in edizione limitata.

La vernice della Natalia, spiegano i costruttori sul sito ufficiale, diventa nera se c’è freddo e bianca se c’è caldo. Il telaio è stato costruito con i più innovativi materiali aerospaziali, particolare che rende il mezzo confortevole e resistente ma con un peso di 750 chilogrammi in meno rispetto alle berline di pari grandezza.
Naturalmente questa automobile è in grado di consentire al conducente di guidare anche nel caso di scarsa visibilità esterna. Per riuscirci si avvale di particolari telecamere, posizionate nella zona anteriore del veicolo, che proiettano le immagini direttamente sul parabrezza, in modo da ridurre le zone d’ombra.
Non contenta delle caratteristiche descritte fino a questo punto la società californiana ha inoltre accessoriato la Natalia di due proiettori video, posti nella stessa zona delle luci anteriori, che una volta parcheggiata proiettano su un muro, o altra superficie simile, i film riprodotti dal lettore dvd interno.

(Fonte Tiscali.it)

 

Italiani studiano materiali dell’invisibilità

Il mantello dell’invisibilità potrebbe non essere più pura fantasia. Uno studio nel quale l’Italia ha un ruolo di primo piano e a cui hanno partecipato studiosi di Stati Uniti, Danimarca e Spagna, descrive l’esperimento eseguito dal gruppo di Mario Rocca, del dipartimento di Fisica dell’università di Genova. E’ stato scoperto un nuovo tipo di eccitazione elettronica, chiamata “plasmone acustico”, sulla superficie di un materiale della famiglia dei “materiali plasmonici”, materiali le cui eccitazioni elettroniche (chiamate plasmoni) hanno una significativa probabilità di sopravvivere abbastanza a lungo da consentire applicazioni tecnologiche. L’esistenza del plasmone acustico era stata prevista teoricamente, anni fa, dallo spagnolo Pedro Echenique e oggi questi oggetti suscitano viva attenzione per le possibili applicazioni in diversi campi. Permettono infatti di realizzare materiali che non esistono in natura, con proprietà ottiche singolari e un indice di rifrazione plasmabile quasi a volontà. “Con tali materiali è possibile realizzare lenti perfette, la cui risoluzione non è più limitata dalla lunghezza d’onda della luce utilizzata”, osserva Rocca. “In prospettiva rendono possibile far scorrere la luce intorno ad un oggetto rendendolo perfettamente invisibile”. Finora studiosi statunitensi sono riusciti a ottenere l’invisibilità in intervalli di lunghezza d’onda limitati intorno al millimetro, ma “in linea di principio - osserva Rocca - utilizzando materiali nanostrutturati questo è possibile anche per la luce visibile e si potranno nascondere anche oggetti di grandi dimensioni. Per ottenere queste caratteristiche è necessario che i metamateriali abbiano un indice di rifrazione della luce molto piccolo o negativo. Una caratteristica che si ottiene grazie a forti risonanze del gas di elettroni, come quella del plasmone acustico di cui abbiamo dimostrato l’esistenza”.

(Fonte Ansa.it)

Nella categoria: scienze e scoperte

 

Scoperta la "kryptonite" in una miniera Serba


Non è verde, non è fosforescente, non ha alcun effetto secondario spiacevole accertato sui supereroi (né su chiunque altro): ma è la «kryptonite», o meglio un minerale fino ad ora sconosciuto scoperto in Serbia e la cui composizione chimica coincide con quella inventata dagli sceneggiatori di «Superman».

«Se esposta alla luce ultravioletta brilla con una luce rosa-arancione» ma questo è tutto, spiega alla Bbc il mineralogista Chris Stanley, il quale racconta come - contattato dai ricercatori della Rio Tinto in Serbia perché identificasse il minerale - ha scoperto che la composizione chimica esisteva già in letteratura, ma solo nella finzione: «Avevo cercato su internet, e lo stesso nome scientifico compariva su una valigetta rubata da Lex Luthor in ’Superman returns’: una coincidenza che capita una volta nella vita».

Il nuovo minerale non potrà però essere battezzato «kryptonite» perché non ha alcun legame con l’elemento chimico krypton, uno dei gas rari (nell’universo di «Superman» è invece il nome del pianeta originario del supereroe): la denominazione formale sarà quella di «jadarite», dalla località dove si trova la miniera dove è stato scoperto. Se ve ne fosse una quantità sufficiente, potrebbe avere applicazioni commerciali: il minerale contiene infatti boro e litio, elementi utilizzati in vari settori farmaceutici ed industriali.

(Fonte LaStampa.it)

Nella categoria: misteri, scienze e scoperte