Uomo dipinge i suoi quadri con la lingua

Si sa, a volte l’arte significa anche dedizione impegno e sofferenza.

Ed è proprio questo ilprincipio al quale Ani K si ispira per realizzare le sue opere. L’uomo infatti realizza i suoi dipinti con la lingua e non di rado ( non meravigliamoci) soffre di crampi allo stomaco, nausea e mal di testa.

“Ho iniziato pitturando con il naso, ma mi sono accorto che c’erano già altri artisti che lo facevano, così ho deciso di provare con la lingua ed ho avuto successo.” - ha detto l’uomo 30enne.

“Sono stato citato da alcuni giornali e ho ricevuto un’ottimo riscontro di pubblico, quindi ho deciso di fare della mia arte un mestiere.”

Ani ha escogitato la sua tecnica l’anno scorso dopo aver visto un altro artista dipingere con i piedi.

“All’inizio soffrivo di dolori allo stomaco e alla testa ogni qual volta mi cimentavo con la “Tongue Painting” a causa delle esalazioni tossiche della vernice, ma ora ho sviluppato un sistema immunitario”.

Da allora Ani ha ralizzato 20 dipinti a tempera, incluso un quadro di 2,4 metri di larghezza, tributo all’Ultima Cena del grande maestro Leonardo Da Vinci; per realizzarlo ha impiegato quasi 5 mesi.

Il suo obiettivo ora è quello di realizzare una mostra con 150 dipinti in una galleria che sta costruendo in casa sua a Kerala in India. Spera che tutto sia pronto entro 6 mesi, dice che ormai il suo corpo si è abituato a questo metodo poco ortodosso di dipingere e 4 giorni sono sufficienti per realizzare una tela.

Tra le sue opere sono già annoverati i ritratti di Mahatma Gandhi e Osama Bin Laden, ma Ani dichiara di essere sempre alla ricerca di nuovi soggetti.

L’artista non è l’unico a realizzare dipinti con parti inusuali del corpo, Di Peel agita il suo seno per realizzare lavori astratti, mentre l’australiano Tim Patch, conosciuto anche come Pricasso, è pioniere nell’uso del proprio pene per dipingere. Le sue sono opere estemporanee, dato che può dipingere solo a riprese molto brevi.

Infine Stan Murmur è conosciuto per i suoi dipinti realizzati con il sedere.

 

Si fa costruire bara a forma di lattina di birra


C’è chi senza birra non può vivere e chi invece, è proprio il caso di dirlo, con la birra ci vuole morire.
Stiamo parlando di Bill Bramanti, del sud di Chicago, nell’Illinois, che secondo quanto riporta la sua bara amerà per sempre la birra Pabst Blue Ribbon.

Bill infatti, si è appena fatto costruire una bara su misura a forma di lattina di birra per testimoniare il suo amore per “la bionda”.

Il signor Bramanti ha ordinato la strana bara presso i Panozzo Bros. il disegno sulla cassa invece è opera di Scott Sign, che ha realizzato l’esterno per renderlo il più simile possibile ad una birra Ribbon, con i suoi caratteristici colori rosso, blu e bianco.

Il 67enne ha però dichiarato che non intende utilizzare il suo prezioso oggetto in tempi prossimi.

Da poco Bill ha organizzato un sabato sera con gli amici riempiendo la sua bellissima bara di ghiaccio e birra a volontà, nell’attesa che venga svuotata e riempita diversamente.

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Trovato in Russia il bambino uccello


Un “bimbo-uccello” è stato trovato a Volgograd pochi giorni fa. Il bimbo di 7 anni è stato sottratto alla madre, una donna di 31 anni. La donna aveva una grande passione per gli uccelli, forse più che per il figlio stesso e ha in questo modo lasciato che il piccolo crescesse un pò come Mowgli.
I bambino viveva con la mamma in un appartamento di 2 stanze pieno di gabbie per uccelli e sporco come fosse un’uccelliera. La mamma non ha mai picchiato il figlio e tantomeno l’ha mai lasciato senza cibo, semplicemente non gli ha mai parlato.

E’ accaduto cosi’ che il bimbo abbia imparato il linguaggio degli uccelli.
“Quando inizi a parlargli, cinguetta!” - ha affermato Galina Volskaya, un’assistente sociale del luogo. Il bambino non è in grado di comprendere il linguaggio umano, l’unica cosa che fa è cinguettare e quando realizza di non essere capito dagli altri esseri umani, sbatte le braccia come fossero ali.

La madre, per fortuna, ha firmato per rinunciare all’affidamento del figlio. Il bimbo.uccello ora vive in un asilo, ma presto verrà traferito al centro per le cure mentali. La sua è la cosiddetta “Sindrome di Mowgli” che negli ultimi anni pare essersi largamente diffusa, basti pensare che questo è il sesto caso negli ultimi 2 mesi di bambini affetti da questa stessa sindrome.

In Cambogia, recentemente è stata ritrovata una donna 27enne che viveva nella Jungla, camminava nuda e non capiva il linguaggio umano. Fortunatamente, un poliziotto locale l’ha riconosciuta come sua figlia, che diceva di aver perso 18 anni prima all’età di 8 anni. In Africa invece un bambino di 8 anni è stato trovato in mezzo ad una comunità di scimmie, mentre sempre in Russia un bimbo di 9 anni è diventatto il capo branco di un gruppo di cani randagi.

(Fonte Pravda.ru)

 

Coppia Svedese condannata dalla corte per aver dato un nome impronunciabile al proprio figlio

Una coppia svedese è stata multata per aver mancato la registrazione all’anagrafe del proprio bambino. Di tutta risposta, i due genitori, sono andati all’anagrafe e hanno deciso di dare al proprio bambino il nome di 43 caratteri “Brfxxccxxmnpcccclllmmnprxvclmnckssqlbb11116“, la sua pronuncia non ben definita è “/ˈalˌbin/“.
Elizabeth Hallin e suo marito erano stati multati per non aver dato un nome al figlio con una sanzione da 5000 Kronor (537 euro). Il nome è stato registrato nel 1996 e la coppia ha spiegato che il nome era “un’evoluzione impressionistica che vediamo come una creazione artistica”. La coppia aveva anche proposto di chiamare il piccolo “A”; la corte ha però rifiutato entrambi i nomi e inoltre ha accolto la multa che gli era stata precedentemente sancita.

(Fonte Spluch)

 

Truffa dei rotoli di carta igienica svelata da un anziano pensionato

Per la serie, “I grandi problemi del mondo” oggi parliamo di carta igienica.
Arriva dall america la notizia del pensionato Leo Hill che evidentemente in preda alla noia ha ben deciso di iniziare ad investigare sulla reale lunghezza dei rotoli di carta igienica.


Tutto è nato quando sua moglie un giorno si è lamentata che un pacco da 12 rotoli fosse durato solo 3 giorni, mentre un altro pacco da 4 fosse durato 4 giorni. Hill ha così deciso di andare in fondo a questa storia e di scoprire come questo fosse potuto accadere.

Da quel giorno ha iniziato a contare tutti i fogli che compongono i vari rotoli per scoprire se il numero di strappi riportato sulla confezione trova riscontro nel rotolo.

Hill è così giunto ad una scoperta incredibile, rinchiuso nel bagno del seminterrato ha iniziato la sua indagine su un primo pacco da 12 e dopo una settimana è emerso che la media di fogli per ogni rotolo era di 156 fogli contro i 198 pubblicizzati.
Preoccupato, l’uomo, ha immediatamente chiamato il numero verde della Angel Soft casa produttrice del pacco da lui esaminato. L’azienda gli ha così spedito un coupon gratuito a casa. Hill ha provato a ricontare gli strappi di un pacco da 12 e ancora una volta il numero è risultato inferiore alle aspettative con una variazione di due, tre strappi massimo per rotolo.

Il Denver Post che riporta questa grande notizia, preoccupato anch’esso da questo problema ha deciso di mettersi a contare i fogli di 9 rotoli di 5 diverse marche, constatando però che in nessuno di questi il numero di strappi era inferiore al numero pubblicizzato sulla confezione, anzi, in 2 di questi il numero eccedeva.

Il signor Hill si è detto contento dei risultati ottenuti dal Denver Post, convinto che finalmente la case produttrici di carta igienica abbiano messo a posto i contatori dei macchinari avvolgenti.

Ecco qui un immagine in cui sono riassunti tutti i risultati dell’indagine del signor Hill.

Una volta risolto il problema carta igienica Leo ha affermato di aver provato a contare anche gli stuzzicadenti. Risultato? 200 bastoncini contro i 250 riportati sulla confezione. Ma questa volta Hill si è arreso asserendo che il conteggio degli stuzzicadenti risulta troppo lungo.

Signore e signori,i vostri rotoli di carta igienica sono al sicuro con il signor Leo Hill, per qualsiasi problema contattatelo, sarà lieto di contare anche i vostri.

E noi che ci lamentiamo delle notizie trash del nostro paese.
Ultima cosa, il filmato, ecco a voi.

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Sant’Efisio: intervista divertentissima

Torniamo indietro nel 1995, un simpatico signore di nome Nico Bortis, viene intervistato da un giornalista, in occasione dei festeggiamenti dedicati a Sant’Efisio del 1 Maggio a Cagliari. Ascoltate molto attentamente ciò che dice, non vi anticipo nulla, buon divertimento.

 

L’uomo peto

Questo simpatico signore in maschera ha una dote formidabile, il peto a comando e che peto. Se avete bisogno di lui per animare le vostre feste, chiamatelo, ha un sistema innovativo per spegnere le candeline, il suo vero nome è Paul Oldfield ma è conosciuto come Mr Methane. Buon ascolto!


Fartman

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Ben Dova, l’ubriaco spericolato.

Ben Dova, nome d’arte di Joseph Späh, nacque a Strasburgo il 14 Marzo del 1905. Quando suo padre emigrò negli Stati Uniti, il giovane Ben si appasionò al vaudeville e divenne un modesto acrobata e contorsionista.

Ben però, più che per la sue contorsioni, è ricordato per il suo spettacolo intitolato ‘convivial inebriate’ in cui interpretava uno spericolato ubriacone. Durante il suo show, barcollava da una parte all’altra del palco alla disperata ricerca di una sigaretta nei suoi taschini. Caratteristico era anche il suo abbigliamento, un cappello tutto stropicciato e un vestito sgualcito e piano di pieghe. L’0impressione che dava al pubblico era quella di poter cadere da un momento all’altro dal palco o addosso al pubblico stesso.

Una volta trovata la sigaretta, che naturalmente teneva già in bocca fin dall’inizio, Ben cercava di accenderla arrampicandosi sopra un lampione (ricordo che a quell’epoca i lampioni funzionavano a gas) e iniziando ad oscillare con il lampione stesso e dimostrando uno straordinario senso dell’equilibrio.

Qualcuno però giudicava questo spettacolo come un teatrino comico ma non più di tanto esaltante. Così nel 1933 Dova decise di ripetere il suo numero al 56esimo piano del grattacielo di New York, Chanin Building, a beneficio del suo genere di spettacolo, che spesso veniva screditato.

Nessun filo metallico, nessun effetto speciale della cinepresa, solo Ben e il vuoto. Gli spettatori rimasero terrorizzati temendo per l’incolumità dell’uomo, ma allo stesso tempo non poterono che essere affascinati da quello che stava facendo.

Questo il video che testimonia l’accaduto.

Ma la pazzia di Ben non terminò qui, nel 1937 infatti si trovò passeggero dello sfortunato dirigibile Hindenburg. Ben, sopravvisse al disastro salendo sopra una finestra e rimanendo appeso fino a quando il dirigibile non fu abbastanza vicino al suolo per permettergli di saltare. Uscì dall’episodio con una semplice slogatura alla caviglia, anche se dopo l’accaduto molti accusarono Dova di aver sabotato il veivolo.

Dova intantò continuò il suo ‘convivial inebriate’ fino al 1970 prima di ritirarsi a semplici comparse da attore. Il suo ruolo più importante fu nel film Marathon Man (Il Maratoneta) del 1976. La morte lo portò via nel 1986 dopo una lunghissima carriera da intrattenitore, scapestrato e per giunta superstite.

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