Abitanti Kenyoti shockati dalla “neve”

Questa storia è molto bella e ci insegna quanto molte persone nel mondo riescano e possano vivere felici nella loro ingenuità.

Ci troviamo in Kenya, più precisamente a Nyahururu, una piccola cittadina nel cuore del Kenya. E’ accuduto pochi giorni fa che una forte tempesta si abbattesse proprio sopra questo piccolo villaggio; la bufera ha portato con se non solo acqua ma anche e soprattutto grandine che a causa delle temperature relativamente basse del periodo ha impiegato parecchio tempo a sciogliersi.

Gli abitanti del luogo sono rimasti shockati da questa sostanza a loro del tutto sconosciuta. Nel video sembra di vedere tanti piccoli bambini alle prese con un giocattolo nuovo.

Un uomo dice: “E ora dove porteremo il nostro bestiame a pascolare? Chissà quando si sciogliera questa cosa”; mentre un altro aggiunge:”Non ho mai visto una cosa del genere in vita mia.”

Intanto il dipartimento meteo locale ha rassicurato tutta la popolazione, diramando un comunicato in cui veniva precisato che si trattava di una semplice tempesta di grandine, che però purtroppo ha causato gravi danni alle coltivazioni della zona.

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Il Cratere di Darvaza - La bocca dell’inferno

cratere darvaza

Si trova in Turkmenistan, più precisamente nel deserto e viene chiamato cratere di Darvaza. E’ uno dei luoghi più apocalittici di tutto il mondo. Largo 60 metri e profondo venti, non è il risultato di attività vulcanica o dell’impatto con la terra di un meteorite. Questo cratere fu creato negli anni 50′ quando i Sovietici in piena Guerra Fredda stavano cercando fonti di gas naturale in quell’area, da allora il cratere brucia incessantemente proprio a causa di questi gas.

A quanto pare anche gli animali quando si avvicinano all’enorme buco artificiale rimangono disorientati, al punto che, raccontano i testimoni, moltissimi ragni e falene vengono inghiottiti dal cratere.

Di notte il cratere emette una luminosità molto intensa, che rende la cavità visibile da km e km di distanza. Inoltre essendo costituito da materiale incandescente emana un forte calore ed è possibile per l’uomo avvicinarsi solo per alcuni minuti.

darvaza burning crateredarvaza burning cratere

 

Le Maree Rosse, uno spettacolo distruttivo


Le maree rosse sono alghe di colore rosso, molto fitte, che si riproducono in abbondanza; il loro ambiente ideale è l’inquinamento urbano, gli scarichi industriali, i rifiuti delle aziende agricole e il deflusso dei fertilizzanti che scorrono da fiumi e torrenti nelle acque costiere, oltre che il graduale aumento della temperatura dei nostri mari.

La loro presenza in enormi quantità priva l’acqua di ossigeno, producendo tossine che possono paralizzare i pesci e contaminare i frutti di mare.

La crescita del plancton in molti casi può intorbidire l’acqua e modificarne il colore; è giusto precisare però che numerose specie di fitoplancton possono causare maree rosse ma soltanto poche producono tossine. E’ possibile rimanere intossicati a causa delle maree rosse. Anche se è molto raro che questo accada.Infatti l’intossicazione da marea rossa è sovente ritardata rispetto all’evento marino in quanto la tossina deve passare nella catena alimentare.

(Fonte Spluch Mondomarino & AsiaNews)

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Arcobaleno Lunare


Un “Moonbow” come lo chiamano gli inglesi, da noi potrebbe essere definito un “Arcobaleno Lunare” è un arcobaleno prodotto dai raggi lunari invece che da quelli solari.
Gli arcobaleni notturni sono molto rari e non sono facilmente visibili, in quanto la luce riflessa dalla luna è nettamente inferiore a quella del sole. Essi si vengono a formare sempre nella parte del cielo opposta alla luna.

E’ molto difficile riuscire a distinguere bene i colori di un arcobaleno notturno perchè la luce è davvero soffusa per riuscire a stimolare i recettori dei nostri occhi; proprio per questo spesso sembra quasi bianco e non un normale arcobaleno come noi siamo abituati a vederlo, con i nostri fantasiosi “sette colori”. Nonostante ciò, se fotografato i colori apparirano nitidamente e il suo fascino se è possibile sarà ancora maggiore di un arcobaleno normale!
Davvero stupendo, date un’occhiata.

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La forza della natura

E se la natura volesse creare un fiume??
Ninete potrebbe impedirglielo….

A quanto pare i simpatici proprietari del blog sul quale erano presenti le immagini le hanno sostituite con delle foto porno, mi scuso tanto con tutti i visitatori.

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Un tunnel nello stretto… di Bering; il più lungo del mondo!


PASSATA LA CRISI finanziaria del 1998, la Russia sta ideando opere colossali. Mosca ha già avviato i lavori per la costruzione di un tunnel ferroviario sottomarino lungo dieci chilometri, che servirà a collegare il porto di Vanino, sulla terra ferma, alla grande isola di Sakhalin, e ha dato il via a un nuovo progetto di fattibilità: unire il continente asiatico a quello americano. La colossale impresa, che costerà 120 mila miliardi di lire in venti anni di lavoro, prevede la realizzazione di un tunnel che attraversando le gelide acque marine dello stretto di Bering colleghi la remota regione russa della Ciukotka, nel nord-est del paese, con il dirimpettaio stato americano dell’Alaska. Sono, infatti, solo trenta i chilometri che in linea retta separano i due continenti, ma il primo studio internazionale di fattibilità ha stabilito che, per essere sicuro, il percorso sottomarino dovrebbe compiere una serie di deviazioni che lo porterebbero a superare i sessanta chilometri di lunghezza. Si tratterebbe del più imponente progetto del genere. E del più costoso.

L’idea già avanzata in passato e accantonata alla fine degli anni Novanta è stata rilanciata nei giorni scorsi da Viktor Razbeghin, direttore del Centro di Mosca per i trasporti regionali. Razbeghin ha fornito ai giornali russi e al Times di Londra dati e cifre della colossale impresa, sostenendo che i finanziamenti sarebbero a portata di mano. L’economia russa è stata quest’anno soccorsa dalla bonanza petrolifera. E lo studio di fattibilità e un progetto di accordo per dare il via a una successiva fase sono pronti per essere sottoposti all’approvazione della Banca Mondiale e dei governi della Russia e degli Stati Uniti. Ma anche l’uomo d’affari russo Roman Abramovic, uno dei cosiddetti oligarchi del capitalismo postsovietico, eletto da poco governatore della remota Ciukotka, una delle più povere e isolate regione russe, è stato subito coinvolto nella discussione dell’ipotetico megaprogetto del tunnel artico.

Tuttavia, sono ancora molti i dubbi sulla reale fattibilità del progetto. Primo fra tutti l’elevatissimo costo dell’impresa colossale. Inoltre prima di realizzare il collegamento tra i due continenti occorrerà sviluppare parallelamente una serie di infrastrutture – soprattutto strade – nei desolati e gelidi territori della Russia nord orientale. Ma le opere imponenti non si fermano qui. Nel frattempo il governo russo sta esaminando anche la possibilità di costruire successivamente un altro tunnel che colleghi l’isola di Sakhalin all’isola giapponese di Hokkaido, che farebbe così da collegamento tra la terra ferma della Russa e il Giappone.

(Fonte Magazine.enel.it)

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Scoperto enorme oceano sotto la crosta terrestre


La scoperta è stata fatta da due ricercatori americani studiando le onde sismiche generate dai terremoti.
Tra i 700 e i 1400 chilometri di profondità gli scenziati hanno scoperto la presenza di acqua in una percentuale di circa lo 0,1% rispetto alla roccia, ma nel volume totale si tratta comunque di una quantità d’acqua immensa.
Questa zona di rocce “umide” accentua molto la propagazione di onde sismiche ed è proprio grazie a queste che è stata localizzata. L’acqua è penetrata così tanto in profondità per l’ormai noto meccanismo della tettonica a zolle. La terra è costituita da enormi placche continentali che come un tappeto mobile scorrono sulla superficie per poi inabissarsi sotto un’altra placca continentale. La placca del pacifico, con il fondo “umido” penetra sotto la placca asiatica portando con se anche grosse parti di acqua. In genere il calore endogeno fa si che già a 60 chilometri di profondità l’acqua si surriscalda e va in ebollizione, dando vita a fenomeni come geiser, gas vulcanici ecc, ma qui nel bordo occidentale del pacifico le cose sono un pò diverse e l’acqua arriva a profondità elevate grazie ad una speciale conformazione della placca asiatica. Questa scoperta sarà molto utile per capire i meccanismi di altre zone della terra, come l’Islanda, le Hawai e il parco di Yellowstone, infatti una ipotesi ammette che l’intensa attività vulcanica è dovuta proprio alla notevole presenza di acqua che in qualche modo favorisce la fusione delle rocce. La notizia è disponibile in Inglese sul National Geographic News

(Fonte Scintilena.com)

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Il ponte più alto del mondo


Il ponte Millau sul fiume Tarn tra i monti del Massif Central in Francia è alto più di 300 metri, piu alto persino della Tour Eiffel. Con i suoi grandi pilastri d’acciaio la mattina il ponte sovrasta la nebbia mattutina sulla Tarn Valley e da vita ad uno scenario da cartolina.

La costruzione è iniziata nell’ottobre del 2001 e doveva essere completata entro 3 anni, ma le condizioni atmosferiche hanno rallentato la costruzione. Il ponte è stato costruito da Eiffage, la stessa compagnia che ha costruito la torre più famosa del mondo.

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