L’animale più vecchio del mondo: la vongola Ming


Una vongola pescata sulle coste dell’Islanda, sembrerebbe avere la veneranda età di 400 anni.
La vongola, soprannominata Ming, si pensa possa essere l’animale più longevo mai scoperto, affermano alla BBC.
Gli scienziati sostengono che il mollusco sia morto all’età di circa 405, 410 anni.

I ricercatori di Bangor nel nord del Galles, sono riusciti a risalire al’letà del mollusco contando i cerchi sulla sua conchiglia, come si fa con gli alberi.

Il record precendente registrato sul guinness dei primati era quello di un altra vengola trovata nel 1982 e vissuta per 220.

Esiste in realtà un altra vongola trovata in un museo Islandese che si dica abbia avuto 374 anni, anche se gli esperti affermano ne avesse solo 37.

Per farvi capire quanto Ming sia vecchia, si può dire per esempio che quando era giovane la Regina Elisabetta I regnava e che Shakespeare stava scrivendo le sue più famose opere teatrali e che nello stesso periodo Galileo Galilei scoinvolgeva il mondo della scienza con le sue scoperte atronomiche.

Il professor Chris Richardson della Scuola Universitaria delle Scienze Oceaniche di Bangor ha affermato che la scoperta della vongola potrebbe auitare a far luce su come alcuni animali riescano a sopravvivere per periodi straordinari.

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A Parigi i primi muri "anti-pipì"

Fare la pipì sui muri di Parigi può costare fino a 450 euro di multa. Lo scorso anno ne sono state fatte 2.080 ma sembra che non siano bastate a far recedere i trasgressori che nemmeno usano i 420 bagni pubblici gratuiti (chiusi però di notte) installati nel 2006 sui marciapiedi della capitale. Così il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe, ha deciso di installare una sorta di muro vegetale sul quale viene apposto un parapetto in lamiera ondulata, opera dell’architetto Etienne Vanderpooten, che fa schizzare l’orina sui piedi di chi ha deciso di fare lì i suoi bisogni.

«Quando voi orinate, la pipì ritorna indietro e schizza sulle vostre scarpe grazie alle ondulazioni della lamiera», ha spiegato l’architetto al quotidiano “Le Parisien”. L’ obiettivo dei muri anti-pipì è quello di far fronte agli odori che affliggono vicoli e sottopassaggi del centro, agli spazi verdi imbrattati, alle vie che emanano puzza di urina, e in generale ai 56 mila metri quadrati di superficie su 585 luoghi pubblici bagnati dalla pipì secondo le stime dei servizi di nettezza urbana. I quartieri più colpiti sono il X, l’XI (Bastiglia) e il XVIII arrondissement, quelli «più affollati da barboni e senzatetto che hanno preoccupazioni ben diverse da quella di orinare in un gabinetto pubblico», ha aggiunto Francis Pacaud, responsabile del servizio di nettezza urbana. Eccetto l’XI, dove invece il danno è dovuto ai troppo locali e a chi li frequenta.
L’Olanda in qualche modo ha già intrapreso una “crociata” simile. Basti guardare che tipo di cartelli si trovano girando in città…
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(Fonte Corriere.it)
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Toilette Virtuale

Ormai si sa che su internet si può fare di tutto, questa però mi mancava, d’ora in poi se vi dovesse venire lo stimolo di andare in bagno leggendo questo blog, beh, non c’è bisogno che vi alziate dalla sedia, potete fare tutto qui tranquillamente.

Se volete anche voi la vostra Toilette personale, andate qui: www.i-needtogo.com
D’altronde è risaputo che farla a casa è sempre più bello!

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L’altalena che si muove da sola in Argentina

Gli scienziati sono rimasti interdetti di fronte ad un altalena di un piccolo parcogiochi di Firmat in Argentina.
L’altalena “posseduta” infatti per dieci giorni nei momenti più disparati della giornata iniziava a dondolare senza che nessuno la spingesse prima di fermarsi all’improvviso senza alcuna spiegazione nè logica nè scientifica. In molti potrebbero pensare che sia stato il vento a muoverla, beh, anche io l’ho subito pensato, ma se davvero fosse il vento, perchè le altre altalene affianco a lei non si muovono e restano ferme al proprio posto?

I genitori dei bambini che frequentano il parco sono convinti che la causa del fenomeno sia un fantasma.

Gli stessi hanno avvisato la polizia del fenomeno che potrebbe definirsi “paranormale” ma anch’essi confusi, sono stati costretti ad affidarsi a fisici esperti che però non hanno ancora trovato una spiegazione logica.
Al momento si stanno studiando i campi magnetici e elettrici attorno all’altalena, oltre che il vento. Sono stati addirittura contattati i mitici “GhostBusters” e non sto scherzando!

Intanto quella che era una semplice altalena è diventato un mistero di cui si sono occupati giornali e telegiornali Argentini, ma anche stranieri come il prestigioso The Sun.

Qua sotto altri video, se cercate su youtube ne potrete trovare decine.

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Chiesa medievale tedesca viene trasportata in una nuova sede.


La piccola chiesa di Emmaus vecchia più di 700 anni ha iniziato giovedì il suo lento traferimento su un mezzo per trasporti eccezionali alla velocità o sarebbe meglio dire alla “lentezza” di due chilometri all’ora.
La nuova sede della chiesa sarà la cittadina di Borna, a 9 km di distanza dal piccolo villaggio di Heuersdorf, un piccolo paesello di periferia, dove la chiesa era stata costruita.

Il viaggio dovrebbe terminare Mercoledì prossimo 31 Ottobre, dopo aver fatto attraversare alla chiesa, le rotaie del treno e i fiumi Pleisse e Wyhra.

La chiesa di Emmaus è costruita in tipico stile medievale in pietra, con il tetto a capanna su cui sormonta una piccola torre. E’ alta 20 metri e lunga circa 14 e il suo peso si aggira sulle 750 tonnellate. Capite bene che trasportare l’intera chiesa in blocco non debba essere un impresa da niente.

Il motivo del trasferimento è dovuto al fatto che al di sotto della chiesa è stato scoperto un grosso giacimento di lignite e di conseguenza nel luogo dove è presente il villaggio, nascerà una cava per l’estrazione del carbon fossile.

L’azienda Mibrag infatti ha pagato ben 4.2 milioni di dollari per la rimozione della chiesa dopo che la legislazione regionale aveva approvato il piano per estrarre 50 milioni di tonnellate di carbone per sopperire alla carenza di energia elettrica della centrale di Lippendorf vicino a Borna.

Le autorità del villaggio hanno combattuto per anni contro la distruzione del paese perdendo però la battaglia contro la Corte Costituzionale tedesca. Molti dei 320 residente infatti sono già stati trasferiti.

Ecco alcune immagini relative al trasporto:

Nella categoria: fatti incredibili

 

Uomo tatuato con la scritta Coca-Cola in Cinese lo scopre dopo 26 anni

Vince Mattingley ha mostrato orgoglioso il suo tatuaggio per ventisei anni convinto di mostrare ad amici parenti e conoscenti il suo nome scritto con ideogrammi cinesi, ma non sapeva di mostrare tutt’altro.

Vince, 44 anni, si era fatto tatuare dopo aver chiesto allo staff del suo ristorante Orientale di fiducia di scrivere su un foglietto il suo nome in cinese.

Sfortunatamente però, un cameriere molto simpatico e burlone ha ben deciso di scrivere “Coca-Cola” anzichè il nome corretto.

Vince che ora lavora come tatuatore, non ha mai saputo di essere stato una pubblicità ambulante per una delle marche più famose del mondo, se non la più famosa, per ben 26 anni.

Solo quest’anno quando si è recato in Thailandia in viaggio ha fatto la tragica scoperta dopo che un barman locale gli ha chiesto per quale motivo si fosse fatto tatuare la parola “Coca-Cola” sul petto.

Vince afferma di aver pensato che fosse uno scherzo e solo dopo si è reso conto che quello che diceva il barman era la pura realtà.

“Sono sicuro che si siano fatti delle gran risate al ristorante quella sera” - ha detto - “Ora credo che mi farò tatuare una uova scritta per coprire la vecchia, credo che stavolta andrò sul Giapponese”.

 

Spiral Island - L’isola galleggiante


Spiral Island è un isola galleggiante artificiale che si trova nella laguna di Puerto Aventuras, nella costa Caraibica del Messico. E’ stata progettata e costruita dall’eco pioniere inglese Richart anche detto “Rishi” Sowa a partira dal 1998; l’uomo ha iniziato a riempire delle reti con bottiglie di plastica vuote e da buttare per sorreggere una struttura in compensato e bamboo, sulla quale Rishi ha versato sabbia e piantato numerose piante, incluse le mangrovie.
L’isola sorregge anche un bilocale, un forno solare, un bagno, e tre spiagge.

Per la realizzazione dell’isola sono state utilizzate 250.000 bottiglie circa per sorreggere una struttura complessiva di 20×16 metri.
Le mangrovie sono state piantate per dare alla struttura l’aspetto di un isola tropicale e alcune di queste, sono cresciute fino ad un’altezza di 5 metri.
Il “castaway” moderno non è solo sull’isola, con lui vivono 2 gatti, un cane, 2 galline e un anatra.
Insomma è riuscito a creare il suo piccolo mondo in pochi metri che lo rendono del tutto autonomo dal resto del mondo.

Il duro lavoro di Sowa purtroppo era stato rovinato nel 2005 dall uragano Emily ma lo stesso ha già annunciato che è all’opera per riportare l’isola a galla bella come prima e anche di più!


Spiral Island - L’isola galleggiante


Se volete scoprire altri dettagli riguardo quest’isola o se se vuoi rimanere informato sulle novità dell’isola, questo è il sito ufficiale di Sowa.

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L’intero villaggio di Eskimo scomparso nel 1930 in Canada


Nell’inverno 1930, nei pressi del piccolo
villaggio di Eskimo, sulle rive del lago Anjikuni, Canada, popolato da 1.200 anime, il cacciatore Armand Laurent ed i suoi due figli erano fuori dalla loro baita, quando videro un misterioso oggetto volante in cielo che cambiava forma continuamente . Pochi giorni dopo, due ufficiali della Royal Canadian Mounted Police arrivarono alla baita di Laurent e gli chiesero se poteva ospitarli per la notte. Erano stati inviati da Churchill perché c’erano problemi sul lago Anjikuni. Quando Laurent raccontò loro della strana luce che aveva visto, gli chiesero da che parte fosse volata e lui rispose che stava proprio andando verso il lago. Fin qui tutto a posto. La storia per Laurent ed i suoi figli era finita.

Invece per un altro cacciatore, di nome Joe Labelle, era l’inizio della tragedia. Si era recato al villaggio di Eskimo pochi giorni prima di questo avvenimento, per andare a trovare degli amici, attraversando la landa ghiacciata per passare il tempo con loro. Ben presto però, mentre s’avvicinava al villaggio, fu invaso da una strana inquietudine. Non c’era nessuno. Era deserto. Sul lungolago c’erano due kayakas battuti dalle onde. Le baite erano deserte, le porte erano aperte, le pelli di caribou erano stese e ridotte a stracci dall’azione del vento gelido, pentolame con cibo ormai avariato sulle ceneri dei fuochi a lungo spenti, un abito in pelle di foca, forse appartenuto ad un bambino, aveva ancora un ago con filo penzolante. Una
donna probabilmente stava cucendo. Qualcosa doveva averla fermata. Cosa?
Labelle girò per un’ora in cerca di qualcuno, ma inutilmente. I fucili erano tutti lì, abbandonati accanto alle porte. Per un cacciatore navigato come lui risultava molto strano questo: un fucile è per un cacciatore di Eskimo la cosa più importante. Nessuno di loro se ne sarebbe andato lasciandoselo dietro, a meno che non avesse avuto intenti suicidi. Eppure se n’erano andati tutti senza nessun mezzo di protezione, né di sopravvivenza. Labelle allora se ne andò da quel posto desolato e corse al più vicino ufficio telegrafico per fare una denuncia alla polizia di Churchill. Poi insieme a due di loro, tornò al villaggio. Scoprirono i cani da slitta a 100 iarde da Eskimo, incatenati ad alcuni alberi rinsecchiti, tutti ridotti a statue di ghiaccio, morti di fame. Il mistero si aggiungeva al mistero.

Alla periferia del villaggio c’era un cimitero di pietre ove era stato sepolto un membro della comunità. Quando Labelle ed i Mounties vi si recarono, trovarono il tumulo vuoto. Le pietre erano state divelte e accatastate di lato, ed il corpo rimosso. Nessuno capì mai perché, o come avessero potuto togliere il corpo visto che il terreno era ghiacciato. Furono fatte altre ispezioni ed una ricerca su tutto il territorio nazionale con l’ausilio di ricercatori
navigati, ma non fu mai ritrovato nessuno dei villici.


L’unica conclusione era che ad un certo punto, per un motivo incognito, tutti i 1.200 abitanti di Eskimo erano fuggiti in massa dalle loro baite, lasciandosi dietro abiti, cibi non consumati, fucili, cani, e non erano mai più tornati. I loro kayak erano pure stati lasciati sulle rive del lago, e questo significava che non avevano solcato le sue acque immote. Nel 1989 uscì la novella di Whitley Strieber ‘Majestic’, nella quale l’autore suggerì una possibile, intrigante soluzione all’enigma del tumulo vuoto. Dato che gli abitanti di Eskimo notoriamente nutrivano un profondo rispetto per i loro defunti, forse questi erano stati portati via assieme a loro in segno di alta considerazione per questo loro credo? Ma chi l’ha fatto? La risposta a tutt’oggi non c’è ed il file della Royal Canadian Mounted Police è ancora aperto sulla questione.

Alcuni pensano che il resoconto di Labella sia completamente fasullo: non esiste infatti alcun documento che confermi l’avvenuto. L’episodio fu riportato (non si sa su quali basi) dallo scrittore statunitense frank Edwards nel suo libro Stranger than science pubblicato nel 1959 e poi ripreso da altri senza alcuna verifica. Anzi, il numero degli scomparsi è a poco a poco salito da 30 a 2 mila!

(Fonte Spazio-Ufo.com)

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